Ma se uso una protezione alta mi abbronzo lo stesso?
Certo, e per due motivi: è vero che con la corretta protezione e l’esposizione graduale l’abbronzatura compare più progressivamente, ma questo non vuol dire che il livello di intensità finale sarà scarso (leggi più avanti per saperne di più). Inoltre è utile sapere che il numero che identifica il fattore di protezione (IP o SPF) è calcolato secondo un metodo standard, che prevede l’applicazione di 2 ml di prodotto per cm2 di pelle. Vorrebbe dire, per esempio, un paio di cucchiaini da tè solo per il viso. Nessuno ne applica così tanto, e le statistiche ci dicono che le persone in genere ne spalmano la metà o anche meno. Quindi il numero che leggiamo sulla confezione va “interpretato” anche sulla base di questa informazione.
Come si fa ad abbronzarsi in fretta?
Abbronzarsi in fretta non si può, ci si può solo scottare in fretta. L’abbronzatura è data dai melanociti che, sotto lo stimolo dei raggi UV, cominciano a produrre grani di melanina scura. Per completare il loro lavoro ci mettono circa una settimana. Nelle prime ore si annerisce solo la melanina già presente in superficie, ma l’effetto è brevissimo. Gradualmente i melanociti cominciano a lavorare, ma seguono i loro ritmi, che non aumentano certo con l’aumentare del tempo di esposizione dei primi giorni.
Se ci si scotta un po’, dopo ci si abbronza più rapidamente?
In realtà succede esattamente il contrario. La pelle danneggiata si desquama, portandosi via quel po’ di colore conquistato a costo di arrossamenti e bruciature. Se invece ci si espone gradualmente, cominciando con poche decine di minuti al giorno e proteggendosi col solare giusto, possiamo beneficiare dell’effetto cumulativo: la pelle, scurita ma non offesa, diventa prima dorata e poi man mano più scura, senza desquamare e quindi “cumulando” il colore. Dopo 2 o 3 settimane l’abbronzatura raggiunge la massima intensità, e può durare moltissimo se la pelle è rimasta sana.
E’ vero che c’è gente che non si abbronzerà mai?
Si, è vero, ma si può vivere benissimo lo stesso. Si tratta dei soggetti con pelle molto chiara, di solito con i capelli tendenti al rosso e le efelidi. Queste persone producono pochissima eumelanina (quella scura, che protegge) e tanta feomelanina (rossiccia e non protettiva). Per loro abbronzarsi è impossibile, ma il rischio solare è altissimo, ed è meglio che evitino del tutto di stare al sole, se possono. Del resto sono tanto affascinanti così, con la pelle diafana coperta di graziose lentiggini, ed i capelli color tiziano naturale, ormai tanto rari…
Ma se esagero con il sole, quali rischi corro veramente? Qualche scottatura occasionale che male può fare?
La nostra pelle è un organo meraviglioso, ma possiamo dire che è veramente “permalosa”. Infatti possiede una memoria ed ha una scorta di strumenti di autodifesa che diminuisce ad ogni esposizione. Quando la finisce, ci presenta il conto che, di solito, è molto salato: si va dai problemi estetici, che compaiono verso i 30 anni e peggiorano con grande velocità per chi ha esagerato con il sole (rughe profonde, macchie scure, rilassamento della pelle) a quelli ben più gravi, come i tumori cutanei.